«Mangiarozzo»

Mangiarozzo

Nel cuore di San Frediano, il popolare quartiere di là d’Arno che ha ispirato il capolavoro di Pratolini, c’è il locale di Stefano e Fabio Cambi dove era una volta una fiaschetteria per i renaioli e i carrettieri del fiume e del mercato. Resta il grande bancone dove fanno mostra di sé le bistecche alla fiorentina, le finocchione, i prosciutti (ne pendono anche a decine dalle rinascimentali volte a mattoni) e i pecorini che delizieranno parte del vostro mangiare. Niente tovaglie ma immensi tavoloni in legno massello per gustare, in una cornice assolutamente fiorentina, i piatti della più stretta tradizione della città del giglio. E così lo chef Colombo propone ribollita, pappa al pomodoro, farinata di cavolo nero, tagliatelle al cinghiale, penne gorgonzola e asparagi, cervello fritto con verdure fritte, carciofi e fiori ripieni, bistecca alla fiorentina, stufati, brasati vari e intingoli stufati. Ottima davvero, a fine pasto, la torta al cioccolato come anche il tiramisù e la sfogliatina di mele accompagnata da una leggera crema calda. Ben scelto il campionario di antina: un centinaio di etichette con tutti i migliori toscani, ma se volete fare felici i gestori chiedete il “Violone”, il vino imbottigliato in onore della Fiorentina. Inutile dire infatti che questo locale, rimasto genuinamente mensa di popolo, è un covo del tifo gigliato.

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